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Questo articolo ha lo scopo di mettere in evidenza, come ogni condomino partecipi e si interessi della cosa comune.

Infatti l'interesse che ciascun condomino ha sulle parti comuni dell'edificio si misura in proporzione al valore del bene principale e cioè dell'unità immobiliari di cui egli è proprietario: per determinare tale rapporto si creano le tabelle millesimali.

Perchè millesimi? Perchè il valore di un edificio si misura in millesimi ed ogni ogni unità rappresenta uno specifico rapporto numerico che si va ad avere rispetto all'intero edificio.

Per una definizione più chiara e meno tecnica, Vi invito a visitare la sezione Faq.

Vediamo ora però come si determinano i millesimi.

I millesimi si determinano in base ad un operazione tecnica che ha lo scopo di di ricavare la superficie reale di ogni singola unità immobiliare. Ricavata la superficie reale essa vienbe moltiplicata per dei coefficienti di riduzione o di aumento che modificano i metri quadri in funzione dell'effettivo utilizzo della superficie di essa.

Tra questi coefficienti troviamo

Questo articolo vuole mettere in evidenza la problematica che può derivare da una non corretta gestione della privacy.

L'amministratore in qualità di garante dei dati dei singoli condomini ha comunque l'obbligo di tutelare la privacy di tutti i condomini.

La divulgazione può essere sicuramente vista nell'atto che fa l'amministrazione nell'affigere in bacheca le diverse posizioni morotorie, cioè debitorie dei condomini.

A questo punto analizziamo il problema.

L'amministratore deve gestire in trasperenza, chiarezza e correttezza contabile: questi presupposti impongono allo stesso di poter gestire le diverse posizioni eventualmente di morosità secondo propri criteri, dettati dall'art. 11 sulla Legge sulla privacy, non precludendo agli altri condomini di poter visionare tali posizioni.

Questo articolo, vuole mostrare ancora una volta, come, dopo la legge 220/12 l'attività di amministratore di condominio sia diventata una cosa seria. Tutti possiamo diventare professionisti del settore (requisito minimo scuoka superiore), ma una volta diventati mediante corso, bisogna anche restare idonei alla professione che oramai è diventata sempre più complessa e con le più diverse problematiche: l'attività di amministratore non è più solo una gestione di soldi, ma va ben oltre.

Per interpretazione di legge può fare amministratore chiunque, ma nel momento in cui diventi professionista sei obbligato ad ottemperare a quanto stabilisce la legge. Per chi volesse ricevere informazioni o seguire corsi Vi invito a cliccare https://www.amministrazionicoppola.it/cosa-facciamo/62-la-sede-provinciale-unai.

La legge 220 del 2012 ha introdotto con il Decreto Ministeriale 140/2014 l'obbligo per il professionista del settore di avere dei requisiti formativi che lo rendano idoneo alla professione (che abbia svolto un corso di aggiornamento della durata di almeno 15 ore).

Con sentenza del marzo del 2017 il Tribunale di Padova ha dichiarato la revoca di un amministratore  e di conseguenza la nullità della delibera di nomina, in quanto lo stesso non era riuscito a dimostrare di aver svolto regolarmente il corso di aggiornamento previsto dal DM.

Si evince leggendo la disposizione della sentenza che il mancato svolgimento o la mancanza della prova, dell'attività della frequentazione dei corsi obbligatori previsti dalla normativa determina la nullità della nomina o rinomina.

L'attività di frequentazione è annuale e l'idoneità alla professione viene valutata nell'anno di formazione; in altre parole l'idononeità del 2017 viene valutata entro il 2017, ma la gestione del condominio ricade nell'idoneità del 2016.

 

 

 

Con questo articolo si vuole porre l'attenzione su un aspetto che spesso, in fase di approvazione del rendiconto, è oggetto di domande.

L'addebito di spese personali.

Innanzi tutto va definito cosa sono le spese condominiali: è spesa condominiale tutto quello che serve al mantenimento, al servizio, alla gestione del condominio e che viene diviso dai proprietari delle singole unità abitative secondo la propria quota millesimale e da quanto indicato anche da un eventuale regolamento.

La spesa individuale invece è quella riferibile al singolo condomino.

Le spese individuali sono di diverso tipo. Troviamo quelle dovute per interventi che l'amministratore fa a titolo individuale; ci sono quelle addebitate per inadempimenti (mancanza di fornire anagrafica condominiale, così come stabilisce la legge in materia).

Tra le spese individuali

Altra spesa individuale è sicuramente il costo di riparto specifico che l'amministratore fa dielle spese di competenza tra il proprietario e l'affittuario.

Ovviamente anche se sono spese individuali dovranno esere inserite nel rendiconto finale e documentate.

E' spesa individuale anche la sanzione, se prevista e deliberata, al regolamento condominiale così come detta l'art. 70 disp att c.c.

Spesa individuale è anche il copsto che può avere l'apporre la targhetta nel citofono o nella cassetta delle lettere.

Altre spese individuali sono tutte quelle riferibili alla corrispondenza. Dalle semplici comunicazioni, alle più oramai consuete spese per le diffide per il mancato pagamento delle quote.

In concllusione sia che si tratti di spese individuali, sia che si tratti di spese condominiali, devono essere inserite nel rendiconto, al fine di poter corrispondere all'amministratore e quindi al condominio, l'eventuale anticipazione: facile, quindi intuire che anche queste devono essere documentate.

Spero con questo breve articolo di aver fatto un pò di chiarezza nel far comprendere che molte spese sono e rimangono individuali se sono relative alla singola proprietà.

 

 

Dopo aver parlato del Ras necessita chiarire cosa sia invece il DVR (Documento valutazione rischi), menzionato in coclusione dell'artico precedente.

L'amministratore sappiamo che è soggetto a sempre più diverse e complicate responsabilità, civili e penali soprattutto se non adempie a particolari obblighi imposti dalla legge.

Tra questi obblighi troviamo anche la redazione del DVR.

Per la normativa vi invitiamo ad andare a visitare l'apposita sezione sotto il link sicurezza in condominio.

Il Ministero del lavoro con il decreto legislativo ha voluto chiarire l'ambito di applicazione previdenziale che sussite all'interno dei condomini definendo un azienda o una unità produttiva di cui l'amministratore del condominio è datore del lavoro: infatti per l'articolo 2 "il soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore ha la responsabilità dell'organizzazione stessa delle unità produttive...."

Si è datori di lavoro quandoi  vi è la presenza nel condominio di almeno un dipendente.

 Tale documento vuole evidenziare, quale siano i possibili pericoli per i lavoratori all'interno del condominio al fine di poterli tutelare al meglio.

DVR comunque diverso dal DUVRI, che analizzeremo nel prossimo articolo.

Spero di aver fatto chiarezza  con queste poche righe  che per il condominio che sia datore di lavoro è fatto obbligo (perchè responsabilità dell'amministratore), avere questo documento che è diverso dal DUVRI, che nalizzeremo in uno dei prossimi articoli.

 

 

 

 

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